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ILAD- Interactive Learning At Distance
ILAD TEAM BUILDING-Che cos'è
un gruppo e come agisce
Prima di tutto, perché lavorare in gruppo?
E' a tutti noto il detto "due teste pensano meglio
di una", la ricchezza del gruppo, il suo plus-valore, è
dovuto proprio alla possibilità di ricevere gli apporti di
più individui.
Ogni membro del gruppo è infatti portatore della propria
storia personale, di competenze e abilità sia tecniche che
relazionali. K.Lewin, un sociologo che ha studiato a fondo la fenomenologia
dei gruppi, sostiene che il gruppo "è qualcosa di più
e di diverso della somma dei suoi membri", un gruppo vincente
e creativo sarà quindi quello capace di gestire e sfruttare
appieno queste differenze. Non è un caso che nella costituzione
dei così detti "gruppi di creatività", quando
è necessario ideare un nuovo prodotto, si cerchi di mettere
insieme persone che siano il più possibile diverse (per formazione,
cultura, personalità, ecc.), proprio perché è
dall'unione delle differenze che può emergere l'atto creativo.
Elementi che caratterizzano un gruppo
1) Interazione
prolungata
Perché i membri di un gruppo agiscano e reagiscano gli uni
agli altri e in questo modo si instauri tra di loro un rapporto
di mutua influenza e di interdipendenza è necessario del
tempo. Ad ognuno di noi sarà capitato di partecipare ad una
riunione in cui le persone non si conoscono tra di loro. Se ci si
ferma ad un unico incontro è probabile che le persone riceveranno
le une dalle altre soltanto impressioni superficiali.
Ma se a questa riunione dovessero seguirne altre nel tempo, allora
le persone cominceranno a mostrare il loro lato più autentico
e si svilupperà un complesso schema di relazioni interne.
2) Percezione del gruppo
E' il processo attraverso il quale i membri del gruppo cominciano
a percepire il gruppo come un'entità reale e se stessi come
membri. E' il momento del riconoscimento. Ogni gruppo ha la tendenza
a porre dei confini tra se stesso e l’esterno, a definire
chi è nel gruppo e chi non lo è. Spesso l’identità
di un gruppo viene rafforzata attraverso l’uso di stereotipi
che servono a caratterizzarne maggiormente la sua configurazione
(nelle aziende è frequente ascoltare espressioni di questo
tipo: “quelli della direzione vendite sono dei pazzi scatenati!”,
oppure “all’ufficio pubblicità stanno sempre
con la testa tra le nuvole”, e così via).
3) Obiettivi
Il gruppo comincia ad individuare degli obiettivi condivisi. Anche
qualora si costituisca per rispondere ad uno scopo imposto dall'esterno,
è probabile che interpreti o reinterpreti questo scopo secondo
i propri punti di vista ed è quasi certo che vi aggiungerà
dei propri obiettivi.
4) Norme
Nel tempo sorgono delle norme interne al gruppo. I membri agiranno
secondo regole prestabilite e si aspetteranno che così facciano
anche gli altri: coloro che violano queste norme si espongono perciò
alla disapprovazione e a possibili sanzioni da parte degli altri.
5) Ruoli
Dal momento in cui insiemi di norme giungono ad organizzarsi attorno
a certe "posizioni" all'interno del gruppo, si cominciano
ad avere dei ruoli.
6) Relazioni affettive
L'interazione prolungata porta al costituirsi di relazioni affettive
interne al gruppo. E' difficile infatti che i membri di un gruppo
siano emotivamente neutrali o indifferenti gli uni agli altri. Alcuni
membri saranno più amati o popolari di altri e, in certi
gruppi, possono esserci membri non amati e isolati.
Che tipo di gruppi?
Il tipo di gruppo che interessa noi è il piccolo
gruppo, in particolare il gruppo di lavoro. Ognuno di noi svolge
ogni giorno moltissime attività in quanto membro di un gruppo.
I gruppi di lavoro
Nel gruppo di lavoro gli obiettivi sono chiaramente strumentali
e orientati al compito. Il benessere del gruppo in quanto tale è
destinato a divenire un obiettivo secondario, anche se spesso un
gruppo affiatato tenderà a coltivare questo aspetto.
Un gruppo di lavoro inserito in un’organizzazione avrà
probabilmente una struttura di ruoli precisa, di tipo gerarchico
con un presidente o dirigente che si presume agiscano da leader.
E’ molto frequente però che questa struttura, imposta
dall’esterno, non corrisponda alla struttura di potere o alla
leadership che opera in pratica all’interno del gruppo. Questo
perché il gruppo tende a riorganizzarsi secondo la modalità
che gli è più utile in quel preciso momento. Ad esempio,
in un gruppo che si trova a lavorare su un compito che prevede complesse
conoscenze tecniche, il punto di riferimento sarà probabilmente
un tecnico, al di là del leader ufficialmente designato.
Come è infatti già stato detto, ogni gruppo è
costituito da individui portatori di una propria diversità:
l’efficienza di un gruppo nasce proprio dal saper sfruttare
queste diversità a proprio favore attraverso un uso sufficientemente
elastico dei ruoli.
Ogni organizzazione lavorativa ha un suo sistema di norme che regola
il comportamento e la condotta degli appartenenti all’organizzazione
stessa. Queste norme hanno influenza ed agiscono anche sul gruppo
di lavoro ma probabilmente non saranno le uniche sentite nel gruppo.
Il gruppo infatti tende a darsi delle proprie norme interne, a sviluppare
delle aspettative condivise rispetto al comportamento dei suoi membri.
La struttura del gruppo
Le dinamiche interne ad un gruppo sono così
tante e complesse che provare a fare una descrizione precisa di
un gruppo è un compito abbastanza difficile. Ma se si immagina
di poter "congelare" il gruppo ad un certo istante del
tempo sarà possibile individuarne la struttura. Per struttura
del gruppo si intende l'insieme delle relazioni relativamente stabili
tra gli elementi del gruppo. Gli elementi che compongono la struttura
del gruppo possono essere sia i membri in quanto persone, sia le
posizioni all'interno del gruppo (i ruoli). Un modo per determinare
quale tipo di elementi costituisca la struttura del gruppo è
osservare cosa succede se nel gruppo avvengono cambiamenti di persone.
Se inserendo nel gruppo una persona nuova al posto di un'altra la
struttura cambia in modo rilevante è probabile che gli elementi
siano proprio gli individui; se invece non avviene alcun mutamento
è probabile che la struttura dipenda dai ruoli.
Le strutture possono differire nei loro aspetti formali e nel loro
grado di definizione.
Ad un gruppo di lavoro appena costituito e operante in un'organizzazione
può essere assegnata una struttura piuttosto formale; un
gruppo di lavoro che ha invece una storia più lunga avrà
probabilmente maturato, accanto alla struttura formale, una struttura
più informale.
All'interno del gruppo coesistono più tipi di strutture:
- Strutture affettive
Rappresenta la dimensione lungo la quale i membri di un gruppo si
attraggono o si respingono in base a spinte emotivo/affettive (simpatie
e antipatie). E' un tipo di struttura dinamica, che cambia nel tempo.
Uno strumento che è stato individuato per visualizzare le
dinamiche affettive interne al gruppo è il "sociogramma"
di J. Moreno. Sottoponendo ai membri del gruppo un questionario
in cui, attraverso una serie di domande, vengono indagate le simpatie
e antipatie reciproche tra i membri, è possibile costruire
una mappa che rappresenta le scelte, le preferenze e i modelli affettivi
del gruppo. Attraverso il sociogramma è evidenziabile il
grado di coesione del gruppo, deducibile dal numero e dalla forza
degli atteggiamenti positivi reciproci presenti tra i membri del
gruppo. Il grado di coesione è considerato una determinante
fondamentale della produttività del gruppo e della soddisfazione
provata dai membri.
- Strutture di comunicazione
Misura la quantità e la modalità di scambio delle
informazioni tra i membri del gruppo.
Le reti di comunicazione più centralizzate, come la ruota,
sono più efficienti di quelle meno centralizzate, come il
cerchio, per la soluzione di compiti semplici. Questo perché
la struttura di comunicazione a ruota, più snella, in cui
tutti comunicano con X e X comunica con tutti, risulta efficace
soprattutto quando è importante che le decisioni vengano
prese con rapidità. E' probabile infatti che le decisioni
vengano prese dall'elemento centrale, X. Per compiti più
complessi si verifica però il contrario, in quanto diventa
opportuno uno scambio maggiore di informazioni. In questi casi la
struttura più efficace è quella completamente aperta
perché permette l'apporto completo di tutti i partecipanti.
- Strutture di potere
In un gruppo sono evidenziabili più strutture di potere.
Innanzitutto vi sarà una struttura di potere formale, legata
ai ruoli per cui il presidente del gruppo sarà anche quello
con maggiore potere. Ma accanto alla struttura formale coesiste
spesso una struttura informale di potere. Mentre infatti il potere
del presidente del gruppo è un potere legittimo/formale,
altri membri del gruppo possono esercitare altri tipi di potere
relativamente alla particolare situazione in cui si trova il gruppo.
Ad esempio, se un piccolo gruppo di esploratori si è perduto
nel deserto, gli obiettivi primitivi scompaiono di fronte all'obiettivo
primo che è quello della sopravvivenza e il potere del capo
formale che li ha posti in questa situazione viene scalzato. Un
nomade di passaggio si farà obbedire senza difficoltà,
anche se raziona draconianamente viveri e acqua. Il potere immediato
di fronte ad una situazione che si sta vivendo va a colui che un
mezzo o la competenza specifica per prendere in pugno e risolvere
questa situazione secondo le aspettative comuni.
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