Il
Bilancio Sociale: uno strumento che attesta la qualità Sociale
in Azienda
da "IL SOLE 24 ORE" del 5.06.2003
"…L'utilità di un'azienda,
la sua capacità di remunerare gli azionisti dipende anche
dal livello di soddisfazione dei propri clienti e dipendenti e dal
suo impegno nell'affrontare i problemi della realtà che la
circonda". Questa è sicuramente una spiegazione molto
indicativa di cosa sia una gestione aziendale "socialmente
corretta".
Infatti, leggere un buon bilancio d'esercizio fa sempre piacere
agli azionisti. L'azienda è in salute, gli investimenti sopportati
sono stati corretti, le possibilità di crescita sul mercato
sono buone.
Il Bilancio Sociale è dunque un completamento
al Bilancio d'Esercizio. Si tratta di un resoconto qualitativo dell'attività
aziendale, ma anche di uno strumento propositivo dell'immagine dell'impresa.
Ha una funzione informativa verso tutti i soggetti interni ed esterni
all'impresa. Va presentato con quello d'Esercizio e deve essere
redatto in modo da consentire la comparabilità nel tempo
dei dati aziendali e il confronto con quello di altre aziende del
medesimo settore.
In Italia il Bilancio Sociale è una scelta volontaria. Le
prime esperienze risalgono al 1993 (Ferrovie dello Stato) ed al
1994 (Credito Valtellinese). Ad oggi, molte aziende hanno intrapreso
questa strada supportati anche dagli oggettivi ritorni "etici"
ed "economici".
Infatti, molte fra le grandi aziende italiane
hanno recuperato il gap, come ad esempio: ENI, AGIP, ENEL, Coop,
ed anche alcuni enti pubblici come il Comune di Milano.
Ma ancora non basta, molte aziende ignorano la necessità
o non hanno ben chiaro il ritorno che questa strategia a medio/lungo
termine sicuramente può garantire.
In Francia il Bilancio Sociale è obbligatorio
per Legge dal 1977 per le aziende con più di 300 dipendenti.
In Germania ha ampia diffusione, in Inghilterra e negli Stati Uniti
il Bilancio Sociale è prassi consolidata, anche se a Londra
(soprattutto per pressioni sindacali) si punta sul rispetto dei
codici etici di comportamento.
Come sempre, con un po' di ritardo, anche in
Italia si inizia a parlare del Bilancio Sociale, delle sue necessità
e dei vantaggi. Molti ne parlano, pochi ne capiscono l'importanza,
ma tuttavia rischia quasi di diventare una "moda".
Si inizia a comprendere, infatti, come il Bilancio
Sociale possa schematizzare e descrivere la vita di un'Azienda,
la propria identità sociale, migliorare i rapporti con gli
stakeholders, cioè con tutti coloro che hanno interesse al
corretto funzionamento dell'impresa stessa.
Ad oggi, in Italia le aziende che hanno stilato
un Bilancio Sociale sono 20, ma si spera che con la presa di coscienza,
il numero aumenti.
Non è un caso se proprio la trasparenza si stia rivelando
una delle armi vincenti "anche commercialmente" e quindi
non è un caso se le grandi aziende ma anche le PMI e gli
Enti pubblici si stiano avvicinando al Bilancio Sociale.
Il nostro consiglio è di verificare
come un corretto approccio gestionale ed "etico" possa
essere progettato ed implementato senza stravolgere le normali attività
lavorative.
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